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Sorgente Fontanazzi - Solagna, 2 marzo 2009
Stiamo tornando in aereo dall’Eudi Show di Roma quando Casati mi dice di aver ricevuto una telefonata da Alberto Cavedon che gli chiede di aiutarlo a proseguire l’esplorazione della sorgente Fontanazzi, il lunedì mattina seguente.
Gigi mi chiede se voglio partecipare, entusiasta rispondo “si”, benché l’ingresso sia ostico a causa di strettoie piuttosto impegnative.
Domenica pomeriggio partiamo per Valstagna, appuntamento al ristorante da Decimo, rinomato per l’ottima cucina. Alberto ci aspetta, in compagnia di Alessandro e Ennio che come sempre mette a disposizione la sua casa per coricarci.
Il mattino io, Gigi, Alessandro e Alberto carichiamo le macchine e poi via per la vicina sorgente. Arrivati sul posto iniziamo il trasporto delle attrezzature sino alla grotta seguendo un percorso abbastanza ripido.
Gigi espone il briefing e noi siamo tutti intenti ad ascoltare le sue parole ,quando ci si immerge in grotta non bisogna lasciare niente al caso come sapete essendo un ambiente chiuso ogni particolare va valutato e la soluzione migliore va messa in pratica.
Gigi e’ il primo che entra e con l’ausilio di un maiale subacqueo inizia a portare bombole di emergenza fino alla profondità di -98 m. Alberto lo segue e, sicuro della linea posata da Gigi, prosegue tentando di andare oltre la sua ultima esplorazione.
Dopo poco emerge Gigi; lo aiutiamo ad uscire e ci informa del guasto subito al maiale, a causa del quale ha dovuto percorrere oltre un chilometro pinneggiando!!!
Dopo circa due ore che Alberto è in immersione, Gigi chiede a me e Alessandro di aiutarlo a recuperare l’attrezzatura, in quanto senza maiale sarebbe un’impresa piuttosto faticosa da compiere da solo.
L’ordine d’ingresso è il seguente: Gigi davanti, io ed Alessandro lo seguiamo. L’ingresso è piuttosto stretto e verticale. Entro di testa ed in alcuni punti il mio megalodon fatica a passare, la bombola rélé da 10 litri la spingo davanti a me.
Dopo le due strettoie ci troviamo a -18 m nel condotto principale e da li proseguiamo per circa 500 metri di sali scendi fino alla strettoia di -51m. Lungo il percorso incrociamo Alberto in decompressione che ci mostra la lavagnetta con scritto:”-133 m e 30 m in più di sagola tirata”. Rassicurati che tutto è andato per il meglio proseguiamo per il ritiro delle bombole.
A circa 300 m Alessandro si carica un paio di rélé, torna indietro mentre io e Gigi proseguiamo scendendo il pozzo verticale. Gigi passa la strettoia ed io lo aspetto alla base del pozzo. Mi passa le bombole e riprendiamo la via del ritorno. Gigi utilizza il maiale di Alberto, io lo seguo pinneggiando. Giunti alle strettoie in prossimità dell’uscita ci disponiamo a catena per facilitare l’uscita delle bombole ... è stata dura far passare tutte le attrezzature da quelle strettoie!!!
Esco dall’acqua dopo circa 102’, l’euforia è tanta, Alberto è riuscito nella sua impresa, e personalmente sono soddisfatto di come ho gestito la mia prima immersione ai Fontanazzi. Dopo aver caricato l’attrezzatura sulle macchine tutti al ristorante a festeggiare il risultato.
Un ringraziamento a Gigi per quello che mi ha insegnato in questi anni.
Luca Pedrali