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Sorgente Lacca delle Bobbia - maggio 2009
Barzio 17-05-09
Dopo circa un anno ritorno alla sorgente della Bobbia, allora non fu possibile fare l’immersione perché in piena.
Appuntamento al solito albergo dove Luigi Casati ogni anno tiene un corso di introduzione alla speleologia con il C.A.I di Lecco.
Alle ore 8:45 incontro Valeria e Davide, mio compagno fisso nelle immersioni in grotta, Caramella e Gigi Casati con il suo gruppo di allievi.
Dopo una veloce colazione, mentre Gigi coordina l’immersione di fine corso, Davide ed io raggiungiamo la sorgente e prepariamo l’attrezzatura. Utilizziamo bibombola 7+7, mute umide da 5mm e dei coprimuta in nylon visto che, attraversando dei sifoni non allagati piuttosto stretti rischieremmo di tagliare il neoprene.
Chiedo a Davide tutte le informazioni sulla grotta: oltre che essere un ottimo subacqueo, pratica da diversi anni la speleologia e conosce molto bene questa sorgente.
Davide entra per primo, io lo seguo, la temperatura dell’acqua è di 6°C e la visibilità buona, ma una forte corrente contraria ostacola l’avanzamento.
Utilizzando la muta umida tento di muovermi piuttosto velocemente per evitare di perdere troppo calore.
Superato il primo sifone allagato raggiungiamo la parte aerea. Sono scoraggiato, il passaggio scivoloso mi induce a tornare indietro, ma Davide mi rassicura dandomi indicazioni su come superare rapidamente i tratti più difficili.
Ci arrampichiamo lungo una corda d’acciaio, sotto di noi il vuoto e poi l’acqua che scorre veloce. Punto i piedi su dei pioli fissati alla parete. L’attrezzatura mi impedisce il passaggio, quindi cerco posizioni che mi permettano di oltrepassare le strettoie.
Sto faticando, sento il respiro affannoso, rischio più volte di rimanere incastrato, sono quasi tentato di tornare indietro, ma di nuovo Davide viene in mio aiuto.
Si muove con rapidità in questi ambienti difficili, portando le mie bombole fino alla cima della parete. La sua preparazione mi rende sicuro, non avrei potuto desiderare miglior compagno!!!
Siamo in cima, da qui una corda scende verso il secondo sifone. Dopo una breve sosta ci caliamo lungo la cima. La morfologia della grotta cambia, Davide scatta alcune fotografie, mentre io mi accingo ad entrare in acqua. Proseguiamo per circa 50 metri raggiungendo la massima profondità di 10 metri. Il secondo e il terzo sifone sono collegati, quindi riemergiamo solo con la testa, scambiamo qualche parola e proseguiamo per altri 50 metri in immersione.
Alcuni passaggi sono piuttosto stretti, sento le bombole che urtano le pareti, ma la scelta di un’attrezzatura leggera mi permette con poche manovre di superarle.
Al termine del terzo sifone siamo nuovamente nella parte aerea, usciamo, proseguiamo pochi passi fino a raggiungere un’enorme sala ricca di asperità dalle forme bizzarre. Decidiamo di tornare indietro, il percorso fino al quarto sifone è più lungo dei precedenti e comincio ad avvertire un po’ di stanchezza e di freddo!!!
Rientriamo in acqua, il rientro è meno difficoltoso, so come muovermi. Poco prima dell’uscita incontriamo Gigi con un allievo, il passaggio è stretto, quindi arretro di qualche metro appoggiandomi alla parete per permettergli di proseguire.
Fuori ci aspetta Caramella che coordina la vestizione degli allievi che ancora devono fare l’immersione, scambiamo qualche battuta e poi di corsa alla macchina…non vedo l’ora di indossare degli abiti asciutti!!!
Un ringrazziamento al C.A.I di Lecco, Luigi Casati, Caramella e il mio compagno di avventura Davide Corengia.
Arrivederci alla prossima esplorazione.
Luca Pedrali
































