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La subacquea secondo i nostri allievi
Salò, agosto 2010
Alla fine di una delle immersioni del corso SDI - Deep Diver ho chiesto ai nostri allievi di scrivere un breve articolo sul significato della subacquea nella loro vita. Marco è stato il primo a scrivere le sue considerazioni e noi di seguito le pubblichiamo ringraziandolo per la sua collaborazione e per le emozioni che ha voluto condividere con noi.
Credo sinceramente sia la migliore pubblicità che si possa fare alla subacquea. Buona lettura.
Fulvio Frescoso
Di Marco Gatta
Oggi dopo l'immersione Fulvio ha chiesto a noi del corso Deep di scrivere come noi "neofiti" della subacquea, la vediamo, la pensiamo, di come l'abbiamo vissuta fin ora.
Al momento della richiesta sono rimasto un po' perplesso, non sapendo come descrivere l'attività in tutti i suoi aspetti, sia tecnici sia emotivi...
Salutati tutti, salito in auto, mi sono messo in viaggio verso casa. Sarà perché la giornata volgeva al termine, come l'estate che in questo periodo ha i giorni che si accorciano sempre più, sarà la malinconia che ogni secondo mi prendeva mentre il Lago e le sue acque si allontanavano da me, non so ma i pensieri hanno cominciato a frullarmi in testa nel tepore di un tramonto di fine estate, a illuminarmi su come descrivere la subacquea!
Ma come descrivere un qualcosa che si vive da dentro?
Provare a spiegare a qualcuno che non conosce questa sport/passione, cosa sia la subacquea sarebbe come spiegare a un astemio come ci si sente da ubriachi, o spiegare cosa si prova ad andare a 200 allora in moto a chi non ha la patente; quindi credo che l'unica soluzione sia di raccontare le sensazioni e le emozioni che si provano in quei momenti, sentimenti unici!
In questi due anni da sub, con quasi un centinaio d'immersioni alle spalle, ho fatto un po' di esperienza in diversi mari, come quelle della Sardegna, la costa ligure di Portofino, e anche il caldo e colorato Mar Rosso, ma nessuno di questi luoghi ti da, a mio parere, sensazioni come le acque del nostro Lago di Garda; un esempio la domenica passata durante l'immersione a Riva del Garda.
Una volta entrati in acqua e raggiunto il Cristo nella torbida acqua di quella domenica mattina, in due ci siamo separati dal gruppo per scendere un po' più in profondità, tutto intorno le alghe lasciavano andare la loro sospensione, rendendo scarsa la visibilità, seguendo la cima siamo giunti sul bordo della parete, intorno ai 20 metri decidemmo di scendere seguendo la sagola, sentimmo il termoclino che cambiava, l'acqua che diventava fredda, quasi gelida, la muta ti si stringeva addosso, un colpo alla valvola di carico… risolto tutto, le labbra che s'intorpidiscono per il freddo, un colpo al GAV per tenere l'assetto e siamo già a 29 metri… fermi… ora posso guardarmi attorno, la sospensione era sparita, l'acqua in quel tratto era limpida e il buio tanto spesso, ma tanto debole al fascio di luce della mia piccola torcia. In quel breve istante sono rimasto incantato forse dal buio, forse dal silenzio rotto dal mio respiro prima e dalle bolle poi, forse in quel piccolo istante ho capito quanto noi siamo piccoli di fronte all'infinito, o forse può essere che la mia mente mi abbia riportato per un secondo, un solo infinito secondo, nel grembo materno, non lo so, ma in quel momento mi son sentito libero come non mai, felice di essere in pace con quel mondo a me sconosciuto, poi la lenta risalita ci portava nuovamente in superficie, con la certezza di aver vissuto pochi minuti con me stesso lontano da suoni, rumori e profumi conosciuti.
…oppure avete mai provato ad entrare nel relitto del Berardi (il relittone di Salò) di notte, e mentre il tuo compagno d'immersione è fuori dal relitto spegnere per un attimo la torcia? Nel buio, una flebile luce che taglia l'acqua e l'oscurità, da l'impressione di essere su una poltrona di un cinema a guardare un film; e poi che mi dite quando finita una notturna, appena tornati in superficie guardarsi attorno sentire l'aria calda dell'estate la calma del lago di sera le luci di case, strade, barche che ti riportano alla realtà se ascoltate dentro di voi.
Non vi pare di rinascere di essere più leggeri e in pace?
Probabilmente sono esempi un po' estremi descritti così, ma mio modo di vedere la subacquea è questa:
Il rito della vestizione, della preparazione dell'attrezzatura, un pizzico di timore che scompare quando si mette la testa sotto, un insieme di sottili emozioni, e di forti sensazioni che non conoscono violenza, ma ti entrano dentro insieme all'aria che hai nelle bombole, come il freddo di certe acque, come il caldo di altre. Io la vedo cosi, entrare in un altro mondo, che non ti appartiene, di cui sei solo curioso spettatore.
Un insieme di piccole sottili emozioni vissute lontano dalla frenesia della vita di ogni giorno, nello spesso silenzio delle profondità delle acque, anche qui scandite da regole, leggi, tempi, e come nella vita, regole leggi e tempi son da rispettare per non dover poi pagarne le conseguenze.