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Tavernola (BG): Il ritrovamento della Fiat Punto
A Tavernola ripescata la vettura del 49enne di Ossimo scomparso la sera del 21 luglio 2004.
Dopo oltre due anni di angoscia e di silenzio, Pierina Domenighini ed il figlio Bruno sono usciti dal limbo dell’attesa. Nel modo più doloroso. Venerdì 29 settembre il lago d’Iseo ha restituito il corpo di Carlo Zendra, autotrasportatore di Ossimo, di cui non si avevano più notizie dalla sera del 21 luglio 2004.
Nella Punto color grigio scuro, adagiata su un gradone roccioso a -65 metri di profondità, in località Pontello a Tavernola Bergamasca, i sommozzatori hanno scorto il corpo del 49enne al posto di guida, con la cintura allacciata.
Con un’azione durata diverse ore, i sub dei vigili del fuoco di Milano e Como hanno così agganciato la carcassa dell’auto e l’hanno fatta risalire in superficie dove – grazie ad un braccio meccanico – è stata adagiata sulla chiatta d’appoggio.
Nello stesso punto, pochi giorni dopo la scomparsa, alcuni sub si erano immersi senza esito. Quel tratto di lago era, infatti, ben conosciuto da Carlo Zendra, che spesso si recava al vicino cementificio per caricare il proprio mezzo. La moglie aveva dunque indicato probabili luoghi dove concentrare le ricerche, temendo già all’indomani della scomparsa che potesse essere capitato al marito qualcosa d’irreparabile.
Venerdì, accanto al figlio e ad altri familiari, con gli occhi colmi di lacrime, Pierina Domenighini ha voluto ringraziare quanti in questi due lunghi anni l’hanno sostenuta, i sommozzatori dei vigili del fuoco che hanno provveduto al recupero e i Lota Lota Sub. <<L’ininterrotta attesa in cui io e mio figlio abbiamo vissuto – ha detto – era continua fonte di ansia. Ora siamo immensamente addolorati, ma quantomeno, abbiamo messo fine a mesi e mesi di incertezza>>.
Secondo una prima constatazione del Patologo di Medicina Legale, su quanto resta del corpo di Carlo Zendra non ci sarebbero segni di violenza. Gli inquirenti, dunque, si starebbero concentrando sulla possibilità che l’uomo abbia compiuto un gesto disperato o che sia rimasto vittima di una disgrazia, anche se non possono ancora essere scartate altre ipotesi.
Risposte più certe dovrebbero, comunque, arrivare nei prossimi giorni, quando al riconoscimento ufficiale da parte dei parenti – all’Istituto di Medicina Legale di Brescia – seguirà l’esame autoptico. I rilievi sulla carcassa dell’auto saranno invece eseguiti dagli uomini del RIS di Parma.
Alle operazioni di recupero, coordinate dal Tenente Colonnello Mauro Valentini, Comandante del Reparto Operativo dei Carabinieri di Brescia, hanno collaborato: il Maggiore Giovanni Naselli, Comandante dei Carabinieri di Clusone, la Sezione di Polizia Giudiziaria della Polizia di Stato di Brescia e gli uomini dei Vigili del Fuoco di Milano e Como.
Il 9 e16 settembre scorso Nadia Bocchi – Cristian Soncina e Luca Pedrali avevano individuato durante l’immersione l’autovettura, immortalando grazie alla telecamera la targa e avvisando le autorità che hanno provveduto ad una serie di controlli ed accertamenti, che hanno portato al nome di Carlo Zendra.
Martedì 26 i Carabinieri di Borno hanno contattato la famiglia, Venerdì 29 il tragico recupero.
Rassegna stampa:
Ritrovamento Fiat Punto