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Elefante Bianco

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Ritorno all'Elefante Bianco

L’ultima immersione all’Elefante Bianco risale a febbraio, quando io e gli altri membri del team di Gigi Casati avevamo preparato il campo per la nuova esplorazione, che purtroppo, a causa delle avverse condizioni meteorologiche, non è andata in porto.

Alcuni giorni fa ho sentito l’amico Alberto Cavedon per informarmi sulle condizioni della sorgente, sembrano migliorate rispetto a qualche settimana fa, quindi io, Nadia e Petra (la nostra inseparabile cagnolona) partiamo sabato in tarda mattinata. Incontriamo Alberto al caffè Nazionale in centro a Valstagna e da lì insieme raggiungiamo il parcheggio ai piedi del Lago di Subiolo.

Matteo e Alessio hanno già fatto un’immersione la mattina, dopo un breve ristoro ci raggiungono per la seconda. Nel frattempo noi cominciamo a portare l’attrezzatura…una faticaccia!...il caldo non aiuta, infatti alla fine siamo esausti! In nostro aiuto arriva una leggera brezza, che in nottata si trasforma in pioggia e temporale.

Tutto è pronto: Matteo e Alessio si avviano verso la sagola a -6m, poco dopo anche io, Alberto e Nadia scendiamo. La visibilità nei primi metri è così scarsa che fatichiamo a trovare la sagola, dopodiché si apre e raggiunge i 5 metri.

Sistemiamo la linea di emergenza:

  • -6m O2
  • -21m Nitrox50
  • -40m Trimix 20/30


Alberto accompagna Nadia fino a -42 metri, mentre io continuo solo fino a -60 metri.

Dopo un’ora raggiungo la superficie, sono da poco riemersi anche Alberto, Nadia, Matteo ed Alessio. Fuori c’è la Petra che fa da guardia all’attrezzatura: credetemi, è un ottimo antifurto!

La sera per cena ci raggiungono anche Cristian e Nicola. Un’ottima cena da Decimo e poi a nanna, domani levataccia alle 7:00.

La mattina dopo la colazione torniamo sul punto d’immersione dove abbiamo lasciato tutta l’attrezzatura. Alberto non è in forma per cui ci fa assistenza fuori. Matteo entra per primo, seguito poco dopo da Nadia. La linea di emergenza è rimasta in acqua. Nicola e Cristian scendono e sistemano le ultime bombole per avere ridondanza anche sull’emergenza. Ci troviamo a circa -30m e proseguiamo sul filo fino alla fine del pozzo a -60m, da qui ci spingiamo fino alla massima profondità di -76m. E’ ora di risalire, ci aspettano le tappe di decompressione. Nel ritorno recuperiamo le bombole.

Io, Nicola e Matteo abbiamo utilizzato un Rebreather Voyager, Cristian un Buddy Ispiration, mentre Nadia e Alessio sono scesi in circuito aperto.

Ora ricomincia il lavoraccio: portare tutta l’attrezzatura alla macchina, una sfacchinata!!! Una tappa al museo speleologico di Valstagna per ringraziare Ennio della sua ospitalità e poi a pranzo.

La giornata si conclude, sono stanco e faccio guidare Nadia. Ed ecco che il pensiero torna a quel luogo magico, misterioso e pieno di fascino: la grotta.

Ringrazio l’amico Alberto Cavedon per i preziosi consigli e per aver reso gradevole il nostro soggiorno ed Ennio per averci accolto a casa sua. Siete delle persone speciali!

Luca Pedrali


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