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Risorgenza Buco della Sovaglia - Svizzera
21-03-2009. Oggi io, Nadia, Davide e Petra ci troviamo a Chiasso al confine con la Svizzera, obbiettivo Monte Generoso precisamente la risorgenza Buco della Sovaglia.
Dopo un lungo percorso tra le mura strette del paese imbocchiamo un sentiero con degli avvallamenti non indifferenti e dopo circa un paio di km arriviamo alla fine della stradina dove troviamo un piazzale, qui ci fermiamo, parcheggiamo il nostro Navara e il resto dovranno farle le nostre gambe (consiglio di utilizzare un fuoristrada per raggiungere il punto di partenza per l’immersione date le asperità del terreno!!).
Inizia il saliscendi su un sentiero ripido e scivoloso per trasportare il materiale alla grotta che si trova a circa 300 metri dalla nostra vettura, ma la voglia è tanta e anche se ci vorrà del tempo noi non ci scoraggeremo per un po’ di fatica.
Finalmente abbiamo portato tutta l’attrezzatura alla grotta e mentre Davide, visto che è un buon speleologo, fissa la cima d’entrata alla parete per il trasporto delle bombole, io e Nadia cominciamo a trasportare le numerose attrezzature e bombole d’emergenza, all’inizio del pozzo dove esiste un ancoraggio.
La corrente ci impedisce di entrare con facilità, ma alla fine riusciamo ad immergerci.
Io utilizzo un rebreather Megalodon, Davide un rebreather meccanico Voyager e Nadia un bibo 7+7 in attesa di utilizzare il suo nuovo “reb” Mini-Meg.
Guida l’immersione Davide sagolando metro per metro visto che lui ha già effettuato l’esplorazione diverse volte. Devo dire che fare immersioni in cavità allagate con lui mi piace e mi da una certa tranquillità.
Scendiamo alla base del pozzo principale ed a circa -18 metri scorgiamo sul fianco una apertura, Davide sagola, io e Nadia lo seguiamo. La corrente si fa sentire nelle parti strette della galleria ma valutando ogni aspetto del problema proseguiamo; poco dopo Nadia ci lascia avendo poca aria a disposizione e noi proseguiamo verso la meta prevista.
Arriviamo a circa -50 metri di profondità e vediamo una strettoia, chiedo a Davide se dobbiamo passare di lì, lui mi fa cenno di si e allora via, ci buttiamo al suo interno. Superata la strettoia ci ritroviamo in spazi stretti e orizzontali, proseguiamo fino alla profondità di -58 metri, troviamo una piccola strettoia dalla quale fuoriesce l’acqua e siamo arrivati… impossibile andare oltre. A questo punto decidiamo di rientrare e nel frattempo scattiamo qualche foto.
Un caro saluto all’amico Davide che ci ha accompagnato in questa bellissima esplorazione, e chissà con l’intento un giorno di tornarci di nuovo per magari trovare nuove prosecuzioni.
Luca Pedrali





































